Giovanna e Tommaso di Materamo nella loro bottega di Matera

C’è un filo invisibile che lega la Basilicata ai suoi sapori più autentici: quelli che non urlano, ma restano addosso. Il tartufo lucano è uno di questi. In quella regione, alcune realtà lavorano ogni giorno per far conoscere il territorio e le specialità tipiche che esso offre, anche ai palati più fini ed esigenti. Una di quelle realtà è Materamo, progetto imprenditoriale dalla doppia identità fisica e digitale, che nasce a Matera proprio con questo scopo: narrare la propria storia personale, per poi divulgare e trasformare una passione in un luogo (e in un’idea) da condividere.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Giovanna e Tommaso, che nel 2018 hanno dato vita alla loro idea aprendo una bottega nel cuore della città dei Sassi, scegliendo una strada chiara: qualità e freschezza, prima di tutto. Nel loro racconto si sente il rispetto per il lavoro dei cavatori e dei loro cani, ma anche l’attenzione verso chi acquista: consigli pratici, trasparenza, e quella cura quotidiana che nessuna guida può insegnare davvero.

Nell’intervista si parla di identità, di territorio e di futuro: dalla divulgazione (anche attraverso il blog) alle degustazioni in bottega, fino alle escursioni “a caccia” di tartufo tra colli e monti lucani. Perché online e artigianalità non sono mondi lontani, se a tenerli insieme c’è una promessa semplice: portare a tavola un prodotto vero.

Buona lettura!

Ciao Giovanna, ciao Tommaso. Materamo ha origine da una storia personale prima che imprenditoriale. Come è nato il progetto e cosa vi ha spinto a puntare proprio sul tartufo lucano?

Nel 2018, la nostra passione per il tartufo ci ha spinto ad aprire una piccola bottega nel cuore di Matera, dedicata agli amanti del tartufo fresco e ai suoi trasformati, collaborando con La Bottega del Tartufo per quanto riguarda i trasformati e selezionando personalmente tartufi freschi raccolti in Basilicata da cavatori esperti e amanti come noi della nostra terra.

Negli anni abbiamo continuato a ricercare piccoli produttori locali per trasformare il nostro tartufo lucano in creme, salse, olio aromatizzato, salumi e formaggi al tartufo, tartufi essiccati: oggi, infatti, nella nostra bottega c’è un angolo dedicato ai trasformati al tartufo lucano.

Avendo avuto degli ottimi standard di qualità, di anno in anno aumentiamo la varietà di scelta di prodotti al tartufo per i nostri clienti con  nuove collaborazioni e nuove chicche.

Il tartufo è un prodotto affascinante ma complesso. Cosa avete imparato dal lavoro quotidiano con questo prodotto che nessun libro o guida potrebbe insegnare?

Il tartufo è un prodotto affascinante, complesso e anche costoso, per la complessità nel trovarlo: abbiamo molto rispetto per il lavoro dei cavatori e i loro amici a quattro zampe e rispetto per il cliente che acquista il tartufo. Per questo garantiamo il massimo della freschezza, consigliando ai nostri clienti di acquistare il tartufo fresco al massimo un paio di giorni prima di utilizzarlo, in modo da assaporare tutti i suoi sapori. Puntiamo alla qualità e alla freschezza del tartufo, non alla vendita di grandi quantità: ciò ha rafforzato la fiducia nei nostri confronti soprattutto da parte dei clienti abituali, che già conoscono i nostri prodotti e il modo in cui lavoriamo.

Giovanna di Materamo

Giovanna di Materamo

Perché il tartufo lucano è ancora poco conosciuto rispetto ad altre eccellenze italiane e cosa lo rende speciale, secondo voi?

Pian piano il tartufo lucano si sta ritagliando il suo spazio nel mercato rispetto ai tartufi raccolti in altre zone d’Italia. Questa notorietà è resa possibile dalla differenza di altitudine delle nostre colline, dalle montagne e anche delle piante secolari presenti nei boschi della Basilicata, le quali e rilasciano dei sentori al gusto davvero piacevoli e marcati per ogni tipo di tartufo, dal Bianco pregiato al bianchetto e dal nero uncinato al nero estivo.

Molti consumatori faticano a riconoscere un tartufo di qualità. Quali sono i segnali più semplici che consigliate a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo?

Il consiglio è sempre quello di affidarsi a esperti del settore. Detto questo, un tartufo di qualità non risulta morbido al tatto e ha un profumo fresco e deciso.

Materamo non è solo vendita, ma anche divulgazione. Quanto è importante per voi educare il cliente al prodotto, oltre a proporlo?

È davvero importante per il cliente sapere che la Basilicata è una terra ricca anche di Tartufo: anche attraverso il nostro blog, forniamo le informazioni necessarie a conoscere bene il tartufo lucano. Pensiamo che la conoscenza approfondita di questo fantastico prodotto renda l’esperienza gastronomica ancora più emozionante. Inoltre, facciamo in modo che i lettori conoscano il nostro territorio.

Guardando al futuro: come immaginate l’evoluzione di Materamo e, più in generale, del rapporto tra artigianalità, territorio e cibo online?

Stiamo investendo sulla divulgazione del tartufo con momenti di degustazione in bottega; a breve organizzeremo  delle escursioni nelle nostre colline materane “alla ricerca del tartufo lucano” . Stanno crescendo anche le collaborazioni con chef locali che decidono di utilizzare il tartufo lucano nei loro menù, affidandosi a noi per freschezza e tracciabilità del prodotto. Da alcuni anni siamo presenti anche on line, con il nostro sito www.materamo.com, dove amanti del tartufo italiani e stranieri acquistano i nostri prodotti trasformati e freschi.

In un mondo dove la parola “artigianale” spesso diviene solo un’etichetta, realtà come Materamo rimettono le cose al loro posto: prima la cura, poi il racconto. Dalle colline lucane alla bottega di Matera, fino allo shop online, Giovanna e Tommaso costruiscono un’idea semplice ma potente: la qualità non è un colpo di fortuna, è una scelta quotidiana. E passa dalla freschezza, dalla tracciabilità, dal rispetto per chi cerca il tartufo e per chi lo porta in tavola.

Il tartufo lucano, intanto, smette di essere un segreto per pochi e inizia a farsi strada con la sua voce, fatta di boschi, altitudini, alberi secolari e profumi netti. Se il futuro del cibo e del territorio è anche digitale, qui la direzione sembra chiara: meno rumore, più sostanza.

Tommaso e Giovanna all'ingresso della loro bottega in Piazza Sedile, a Matera

Tommaso e Giovanna all’ingresso della loro bottega in Piazza Sedile, a Matera